Reggia di Quisisana; per molti ma non per tutti.

Reggia di Quisisana; per molti ma non per tutti.
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Un consiglio comunale, quello di ieri sera caratterizzato essenzialmente da una serie di  scaramuccie legislative tra il sindaco Luigi Bobbio, e l’opposizione che chiedeva la messa ai voti per dar seguito al progetto della vecchia amministrazione targata Vozza. Una richiesta quella della discussione sulla Reggia di Quisisana, fatta nel lontano 21 aprile 2010 che solo ieri sera aveva avuto il placet della discussione, per altro iniziata e finita ai voti della pregiudiziale della maggioranza circa la sua ammissibilità. Finale della partita: 14 ad 11 per la maggioranza che ha visto anche incassare il voto di uno dei firmatari di quella richiesta Antonio Federico che al momento della firma aveva la sua residenza politica in Italia dei Valori.

Tuttavia, durante l’arringa del primo cittadino, si è avuto l’impressione che sulla Reggia di Quisisana solo una parte politica fosse preparata, di contro la parte avversa, quella della maggioranza, dava l’impressione di stare in un’ altra assise. Un impressione che non è sfuggita a molti ma che tuttavia nasconde ben altri riferimenti politici quelli essenzialmente che una parte del PD, vuole sfruttare l’assist del primo cittadino isolando e staccandosi definitivamente da SEL. Bobbio riprende la parola solo dopo aver incassato la votazione che lo ha visto di nuovo maggioranza della città, contestualizza, argomentando in maniera più ampia di cosa dovrà essere la Reggia di Quisisana ed indica che a gestirla dovrà essere la Sopraintendenza al fine di non far pesare  con un ulteriore aggravio economico le casse comunali. Tuttavia Luigi Bobbio non fa capire bene dove e come ricercherà i fondi per l’estensione dei progetti sulla Reggia. Solo ed esclusivamente, il capogruppo di SEl Maria Rita Ciliberto rintuzza il Sindaco quando avverte che la produttività di un bene culturale non si misura in termini monetari. Il bene culturale è bene economico, e in quanto tale esso comporta benefici tangibili e intangibili, che non si possono misurare, come accade per altri settori quali l’istruzione e la sanità, con i nudi parametri da contabilità imprenditoriale. L’aumento del valore sociale, l’incremento del capitale umano, la crescita del senso di identità e di appartenenza: in altre parole la costruzione di una comunità civile che si forma, fa ricerca, si diverte, crea occasioni di cultura, di lavoro, di svago, di formazione, di socializzazione. Noi pensiamo che tutti questi obiettivi si addicano alla Reggia di Quisisana.

Invece la città di Castellammare dovrà attende ulteriormente di sapere con certezza la destinazione d’uso della Reggia di Quisisana. Come dire: il vino è buono ma è nella botte!

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