Di solito si diceva, come unità temporale e politicamente confinante nel tempo, “questo governo non arriva a mangiarsi il panettone”, ma non si era mai preso in considerazione una sorta di moral suasion (persuasione morale) in salsa stabiese e perimetrare un fallimento che arrivasse a ferragosto.
La cronaca del tonfo si snoda attraverso un percorso, di incomprensioni, di delirio di onnipotenza, di conoscenza dei propri limiti e capacità, di solitudine, e non ultimo la consapevolezza di essere arrivati al capolinea. Tuttavia, come nelle migliori rappresentazioni autoritarie avvertendo che la fine è vicina non esita l’ultimo colpo di scena; una conclusiva consulenza tanto per lasciare il segno.
In questo turbine di scellerate azioni, non si è capito bene se le Terme abbiano condizionato il presidente o viceversa, comunque sta di fatto che in questa governance cittadina nessuno può scagliare la prima pietra!
Tutti, proprio tutti sono mossi da interessi personali, da rancori, da irresponsabilità, ma a pagarne le conseguenze sono sempre e solo i cittadini.
I segreti di questa melliflua verità saranno solo ed appannaggio di poche persone, che veicoleranno la realtà a dosi omeopatiche con tempi e metodi dettati dalla convenienza del momento.
Di contro la cittadinanza auspicherebbe un intervento del Sindaco Bobbio affinché si desse respiro a quest’asfittica, disillusa società stabiese, presa in giro finanche dall’organizzazione del cartellone estivo al laghetto dei cigni.
Un ente, quello del Solaro, che non ha saputo neanche promuovere gli artisti del territorio se non facendoli assumere tutti i rischi d’impresa, ma che taluni hanno agito solo per amore viscerale delle proprie Terme accettando umilianti quanto vergognosi compromessi al fine di promuovere solo ed unicamente il bene comune. Nei corridoi dello stabilimento termale qualcuno ha gridato senza mezzi termini che l’assunzione delle responsabilità non è nelle dimissioni, bensì nell’affrontare i problemi e risolverli.
Ad onor del vero molte amministrazioni sin qui succedute quando volevano premiare un politico del comprensorio lo nominavano presidente delle Terme di Stabia. Questo aveva un duplice effetto; ricompensavano la lista per l’appoggio dato, ma in fondo attivavano un detonatore a lenta combustione affinché esplodesse ritardato nel tempo. In sintesi se l’appoggio era stato incondizionato, non mancavano interventi surrettizi al sostegno del presidente in caso contrario l’esplosione era certa.
In questo trattato di pace imposto dai vincitori ai “vinti” senza possibilità di negoziazione, sono incappati tutti. Per tanto a presiedere le Terme lo spessore del presidente doveva essere in grado di sovrastare sin anche il nomenclatore, pur troppo questo non è successo e la solitudine unita alla supplenza di spessore ha fatto il resto.

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