Consiglio a porte chiuse;bagarre sulla presenza dei Revisori dei Conti
Data: dicembre 16, 2011
Pubblicato in: Articoli, Attualità, In Primo Piano, Video
A cura di Valeria Cozzolino e Paola Marano
Quest’oggi, nella tarda mattinata ha avuto luogo il consiglio comunale indetto per affrontare la delicata questione del bilancio consultivo. Un tema che, sebbene fondamentale e di primaria importanza, è stato esaminato con l’assenza del sindaco Luigi Bobbio Il consiglio ha avuto inizio con la lettura di un protocollo risalente al 24 febbraio 2011 ad opera del vice sindaco Cannavale, al quale il consigliere Salvatore Vozza ne ha contestato l’interpretazione, ritenendolo non in linea con l’attuale contesto e ricordando ai presenti in aula che la Multiservizi è una partecipata pubblica, per tanto dovrebbe svolgere attività trasparenti, migliorandone il rendimento, poiché ad oggi- continua il consigliere Vozza- parliamo di una società dal basso profilo tecnico e funzionale. A sua volta interviene anche il consigliere Maurizio D’Apuzzo, affermando che “la società sta ormai regredendo da ogni punto di vista”. Eduardo Melisse consigliere comunale e membro dell’ UDC risponde a sua volta, dichiarando che renderà noto le procedure con cui sono state prese le decisioni in merito alla Multiservizi. La discussione si è poi spostata sul secondo punto all’ordine del giorno, relativo alla scelta del nuovo vicedirettore tecnico delle Terme di Stabia Cajati . Successivamente, dopo una breve pausa durata all’incirca 40 minuti, fa il suo ingresso il sindaco Luigi Bobbio, che richiede ai presenti la possibilità di riprendere il consiglio nel pomeriggio per affrontare i restanti due punti all’ordine del giorno, ovvero relativo alla scelta del nuovo vicedirettore tecnico delle Terme di Stabia, il dott. Cajati, Sebbene pervenuti a tale accordo , il consiglio comunale non ha più ripreso le sue funzioni , poiché interrotto da due rappresentanti del collegio dei revisori dei conti, la dott.ssa. Felicia Iannone ed il dott. Orazio Di Martino,la cui presenza, seppur muniti di invito non è stata ben accetta da alcuni membri del consiglio che hanno occupato il banco della presidenza in segno di protesta, vietando così in normale svolgimento.
Il consiglio riprende come deliberato in precedente istanza alle ore 15:30,ma anche questo ritorno ai posti di lavoro non avrà lungo termine.L’opposizione infatti ha richiesto la presenza fisica in aula dei membri del collegio di revisione dei conti,Felicia Iannone e Orazioni di Martino,il cui ingresso però è stato negato negato dal resto del consiglio con l’ausilio dalle autorità di polizia.L’assemblea quindi è nuovamente sospesa e i capigruppo si riuniscono per discutere della situazione.Un’effettiva applicazione dei riti d’assemblea avverrà solo alle 17.30 quando dopo il rientro in aula senza aver riscontrato nessun accordo tra le parti il sindaco Bobbio, con l’appoggio del presidente del consiglio e del segretario generale, ha dichiarato la legittimità della non presenza dei tecnici di revisone nella misura in cui la decisone viene presa in base a un atto di interpretazione di un dato normativo che dà al consiglio il potere di disciplinare l’intera tenuta dell’adunanza e facendo fede a fattispecie della stessa natura che hanno avuto luogo in circostanze passate. I toni cominciano a scaldarsi in aula soprattutto con gli interventi di consiglieri, quali Salvatore Russo ed Antonio Pannullo e in particolar modo Antonio Sicignano che si rivolgerà alla maggioranza con una vena molto provocatoria,insinuando addirittura alla presenza di un pentito nel loro nucleo operativo.Dopo l’ennessima rivendicazione da parte dell’opposizione della partecipazione secondo statuto dei membri dell’organo di revisone in quanto attori e protagonisti della vita istituzionale,la giornata all’insegna dell’inconcludenza termina con un inaspettato colpo di scena che lascia l’amaro in bocca a molti del pubblico presente in aula:il consigliere Nicola Corrado si è rivolto al presidente di consiglio per chiedere l’applicazione dell’ art.57 comma 3 che prevede di continuare il consiglio comunale in seduta segreta causa riferimento in aula di reato penale riguardante un soggetto presente.La richiesta va ai voti ed è stata approvata con 4 astenuti, tra cui il sindaco e il presidente di consiglio, e 25 assensi. Un finale a porte chiuse che provoca malcontento e stupore tra la gente che è famelica di sapere tutti i risvolti che hanno determinato questa richiesta.

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