Per ridurre i costi della politica sono state abolite le circoscrizioni comunali, si è avuta di conseguenza una limitazione del processo di democratizzazione del decentramento amministrativo, in nome di una semplificazione del quadro politico, ispirata alla volontà di sopprimere enti che si presumeva fossero “inutili”. Tuttavia una serena obiezione può essere mossa a tale assunto: i Consigli di Quartiere promuovevano una maggiore vicinanza del Comune ai cittadini, responsabilizzando rappresentanti rionali che, impegnati nell’affrontare problematiche di singole aree, garantivano una più rapida soluzione delle disfunzioni dei pubblici servizi, segnalate dai residenti delle diverse circoscrizioni. L’esperienza del Consiglio di Quartiere rappresentava un interessante modo di mettersi in gioco, prescindendo da finalità lucrative, che si sostanziava nel contribuire a valorizzare i “prodotti tipici”, nel segnalare la mancata erogazione di servizi essenziali e nell’esprimere pareri collegiali su investimenti e variazioni al bilancio, necessari per il recupero di aree periferiche in stato di abbandono. Non è forse rispondente alla logica federalista che alla responsabilizzazione degli enti locali, corrisponda un maggiore impegno dei cittadini, liberi di organizzarsi in comitati rionali al servizio della propria comunità? Sarebbe per questo auspicabile una corretta applicazione del principio della sussidiarietà orizzontale, costituzionalmente garantito, per favorire l’incontro dialettico di comunità non politicizzate che, coordinate da rappresentanti delle diverse aree del territorio, potrebbero riportare ai consiglieri comunali ed all’intera amministrazione un elenco di priorità nascenti dalle quotidiane esigenze del buon vivere civile. Non essendo ormai possibile far gravare sul bilancio della città l’ulteriore spesa, ormai soppressa, dei Consigli Circoscrizionali, è doverosa una presa di coscienza da parte dei tanti cittadini che, per monitorare l’operato dell’amministrazione, potrebbero organizzarsi in associazioni di volontariato e farsi garanti, insieme agli eletti, di uno scrupoloso controllo delle delibere di Giunta. Non sarebbe questo il migliore dei modi per contribuire al benessere della nostra amata Città, dando al contempo un sostegno leale ed incondizionato al primo cittadino? La risposta a tale quesito appare scontata.

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