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Postato da il 11 Lug 2013 in Arte, Articoli, Cultura, Mostre, Primo Piano

Reportweb Art presenta Marida Giordano

 

a cura di Valentina Turci

Marida Giordano, classe 1983, è una giovane artista di Gragnano. Diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, Marida è da sempre un’amante del disegno e dell’illustrazione che ha deciso di dedicarsi alla grafica, anche a livello professionale. Senza mai dimenticare la passione e l’amore verso il disegno e le arti visive, Marida ha partecipato a numerosi concorsi sul territorio, ricevendo riscontri positivi. Partecipa attivamente a collettivi artistici, non solo nell’ambito del disegno ma anche nel settore cinematografico.

I suoi disegni sono essenziali, lineari e puliti, senza troppe sbavature. A illustrazioni composte da colori carichi e intensi, si aggiungono lavori dai colori neutri e delicati, tutti accumunati da una forte presenza dell’essere artista di Marida.

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INTERVISTA

D. Quando è nata la tua passione per il disegno?

R. Disegno praticamente da sempre. Tracciare linee, trovare forme, è una cosa che è nata con me e mi contraddistingue. Ancora oggi mi capita di incontrare vecchi compagni di scuola che ricordano questa mia inclinazione per le materie artistiche e che, addirittura, conservano i miei disegni!

 

D. Come molti altri strumenti, anche la matita è diventata digitale, quando sei passata alla grafica?

R. La matita, digitale o di legno che sia, è appunto solo uno strumento: in realtà si può disegnare con tutto. In ogni caso, ho cominciato a lavorare con la grafica a 16 anni, dopo aver quasi abbandonato il mio sogno di diventare fumettista (ho sperimentato per anni diversi linguaggi artistici per trovare quello più vicino a me). La progettazione grafica è un’altra cosa che mi ha appassionato da subito e con la quale oggi lavoro; non è per niente un gioco, come molti purtroppo credono, anzi il lavoro di grafico richiede competenze e conoscenze molto specifiche, e, per questo, ho avuto dei grandissimi insegnanti.

 

D. In alcune tue illustrazioni non si può fare a meno di notare una donna dai capelli neri, autoritratto o solo una casualità?

R. Ogni “operatore delle Arti” mette qualcosa di suo nei propri lavori, anche inconsciamente, e questo è un dato di fatto. In particolare, la figura a cui ti riferisci, che ho chiamato “Nigredo”, è frutto di un momento di riflessione e crescita, quindi, è normale che abbia una forte componente personale.

 

D. Da cosa o da chi trai ispirazione per i tuoi lavori?

R. Ispirazione… A tal proposito Chuck Close direbbe: Sono i dilettanti a cercare l’ispirazione. Tutti gli altri si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro.”. Prendo spunto dall’ambiente in cui sono immersa sia fisicamente, sia in modo mediatico. A volte mi ritrovo a fissare persone perché mi incuriosiscono i loro lineamenti, perché li trovo armonici, proporzionati, e capita che mi ritrovi le loro facce su qualche foglio volante, su cui ho fatto uno schizzo. In genere, però, uso le mie creazioni per analizzare ciò che succede intorno, per celebrare momenti belli ed importanti o per esorcizzare fatti negativi. In qualche modo, è anche una sorta di autoanalisi.

 

D. Cosa ti aspetti per il futuro?

R. Stabilità. Qualsiasi cosa succeda, vado avanti secondo le mie possibilità. La stabilità mi permette di evolvere e non fermarmi. Per mia fortuna, ho un compagno che mi sostiene fortemente. È la mia roccia.