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Camere d’Aria presenta lo spettacolo Giovanna sotto il sego del tempo.

Ottavo appuntamento della rassegna Oltre l’Ombelico

L’ottavo e penultimo appuntamento della rassegna di arti performative Oltre l’Ombelico a cura di Camere d’Aria è un monologo “fiammeggiante” ispirato alla vita e soprattutto alle emozioni di Giovanna di Castiglia, detta la pazza, rinchiusa per 46 anni nel Castello di Tordesillas, ad opera prima del marito Filippo il Bello, poi del padre Re Ferdinando e infine dal figlio Carlo V. Appuntamento sabato 14 aprile 2018 alle ore 21:00 in via in via Guelfa 40/4 (angolo via dell Ruote, zona Massarenti). Bologna, giovedì 12 aprile 2018

Patrocinata dal Quartiere San Donato-San Vitale del Comune di Bologna, prosegue a Camere d’Aria - Officina polivalente delle arti e dei mestieri di Bologna (via Guelfa 40/4, angolo via delle Ruote, zona Massarenti) la rassegna di teatro sperimentale Oltre l’Ombelico. In cartellone sabato 14 aprile 2018 alle ore 21:00 il monologo Giovanna sotto il sego del tempo, ritratto non convenzionale di una regina che mai regnò, ovvero Giovanna di Aragona e Castiglia, conosciuta anche come Giovanna la Pazza (Toledo, 1479 – Tordesillas, 1555).

Abilmente scritto da Adriano Marenco e intensamente interpretato da Patrizia Bernardini, lo spettacolo riscopre ed esplora le emozioni di una figura storica femminile complessa, sofferente, corposa e alquanto attuale; riportandolo alla luce, il mondo interiore della protagonista viene allo stesso tempo riscritto, sperimentato, travisato, svelando uno spazio pieno di ambiguità all’interno del quale ogni spettatore è libero di prendere posizione. Giovanna è folle per amore o è una donna emancipata? Tradita dai suoi tre uomini - marito, padre e figlio - è lucida e allo stesso tempo incapace di controllare le sue pulsioni: urla, piange, ride e sceglie l’umanità di fronte all’inumanità del potere, schiacciata da un dovere di stato che non riesce ad accettare. La regia è di Alessandra Caputo, le musiche di Rodolfo V. Puccio, i costumi di Antonella D’Orsi Massimo e Valeria Cagioli.






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